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  Racconti : Racconti: La tela nell'infinito
Racconti

PeterManero Scrivere ""

 


Postato da sunrise il Mercoledì, 16 settembre @ 12:24:17 CEST (75 letture)
(Leggi Tutto... | 20679 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 4)

  Racconti : Racconti: Micol e il viaggio
Racconti

newwhitebear Scrivere "

Era una sera di fine luglio, quando Micol prese la corriera “Korner Platz – Jenesien Gasthof Konig” come tutte le sere da due anni. Partì stracolma di persone dalla piazza sotto il monumento di Hofer come sempre a quest’ora della giornata.
Micol fu fortunata a trovare un posto vicino al finestrino abbassato passando sulle gambe di uno sconosciuto, che brontolò qualche parola in tedesco che non afferrò pienamente, quando si sedette dopo aver buttato lo zainetto sotto il sedile.
Lo guardò male senza aprire bocca, perché non le andava di parlare con uomini sconosciuti specialmente su questa corriera sempre piena di uomini e donne diversi.

"
 


Postato da sunrise il Giovedì, 30 luglio @ 23:58:55 CEST (64 letture)
(Leggi Tutto... | 6414 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 0)

  Racconti : Racconti: 23:15
Racconti

anotherday Scrivere "Un'Ora Precisa.....Ne' un Minuto di più ne' uno di Meno le 23 :15 "

 


Postato da sunrise il Martedì, 21 luglio @ 23:05:55 CEST (56 letture)
(Leggi Tutto... | 14007 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4.25)

  Racconti : Racconti: La storia di Luca - Cap. XI
Racconti

newwhitebear Scrivere "

Simona si sentiva leggera, stanca ma appagata dalla lunga chiacchierata notturna. La mente era nitida come uno specchio appena tirato a lucido, mentre tutti i pensieri erano volati via col sorgere del sole.
Maria l’ascoltava attenta mentre sorseggiava un caffè ormai freddo ed annuiva convinta. Percepiva un cambiamento benefico nella ragazza, come se l’involucro protettivo nel quale era avvolta mostrasse le prime fattezze di quello che sarebbe diventata tra non molto. Lei conosceva tutta la storia di Simona, anche se non ne aveva mai parlato direttamente, perché Lina ne aveva narrato tutti i particolari. Il padre aveva strepitato a lungo tentando di intercettare la cognata per conoscere il nascondiglio della bambina. Però era stato dissuaso dalla minaccia di uno scandalo, che avrebbe travolto tutti e lui per primo. Il destino aveva dato una mano alla zia, perché il padre una notte, tornando a casa ubriaco, era stato travolto da un auto. La sorella, sempre più debole psichicamente, non aveva retto alla perdita del marito, dapprima richiudendosi in un mutismo esasperato, poi suicidandosi per il rimorso di non averlo contrastato efficacemente.

"
 


Postato da sunrise il Venerdì, 17 luglio @ 22:03:40 CEST (85 letture)
(Leggi Tutto... | 6217 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4.5)

  Racconti : Racconti: Scheletro
Racconti

anotherday Scrivere "Un'Altro Racconto....serve a confermare la mia Presenza tra di voi.....si Intitola SCHELETRO "

 


Postato da sunrise il Giovedì, 16 luglio @ 10:14:47 CEST (66 letture)
(Leggi Tutto... | 7043 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4.8)

  Racconti : Racconti: Micol - parte 2
Racconti

newwhitebear Scrivere "

Konnie era un ragazzetto di sei o sette anni, quando lo conobbe, frequentava la scuola elementare, dove aveva imparato qualche rudimento di italiano, che non aveva avuto molte occasioni di usare prima dell’arrivo di Micol.
Era biondissimo con occhi azzurri slavati, molto più alto di lei, che era di statura bassa e fragile come una soprammobile di cristallo. Lei aveva i capelli nerissimi con due splendidi occhi verdi che davano luminosità ad un viso anonimo.
Suo padre, Rubens, si domandava da quale componente della famiglia avesse acquisito quegli occhi, poiché loro e i parenti li avevano nocciola o una tonalità leggermente più scura. Rideva quando diceva questo a Vittoria, sua madre, che si rabbuiava in viso prima di esplodere come un vulcano in eruzione. Micol allora non capiva perché la madre alzasse il tono della voce prima di andarsene di sopra nella sua stanza sbattendo le porte.

"
 


Postato da sunrise il Domenica, 12 luglio @ 23:36:28 CEST (60 letture)
(Leggi Tutto... | 8204 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Voto: 4.75)

  Racconti : Racconti: L'uomo Nero
Racconti

anotherday Scrivere "

Questo racconto,con il quale mi presento...parla di Eroi......

"
 


Postato da sunrise il Domenica, 12 luglio @ 02:10:01 CEST (58 letture)
(Leggi Tutto... | 9235 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4.6)

  Racconti : Racconti: Micol - parte 1
Racconti

newwhitebear Scrivere "

Micol aveva lasciato la grande pianura piatta quando aveva quattro anni seguendo i genitori a Bolzano, andando ad abitare in un minuscolo paese che non distava molto dalla città.
Era una tipica casa di montagna, parte in muratura e parte in legno con un piccolo fienile dove suo padre teneva un fuoristrada, e con un balcone di pino dove sua madre esponeva da aprile ad ottobre splendidi pelargonium rosso fuoco. Stava adagiata sul limitare del paese ai margini di un grande bosco che si espandeva misterioso verso il basso ed era circondata da un minuscolo giardino. Davanti e di lato c’erano arbusti bassi resistenti al freddo integrati durante la bella stagione da piante fiorite e colorate, mentre dietro un minuscolo orto procurava insalatina fresca e carote giganti deliziose e sugose.
Micol adesso era vecchia ed era tornata nella città della grande pianura piatta assolata e polverosa, ma nei suoi occhi conservava le istantanee di quando era bambina.

"

 


Postato da naphta il Sabato, 11 luglio @ 17:17:06 CEST (86 letture)
(Leggi Tutto... | 5898 bytes aggiuntivi | 3 commenti | Voto: 4.66)

  Racconti : Racconti: IL TRAMONTO DI UNA VITA
Racconti

Sergio Scrivere "

La stanza è ancora illuminata dalla luce del sole che entra dalla finestra, affacciata sulla strada.
È l’ultima luce del giorno, quella del tramonto, che rischiara un ambiente che deve aver conosciuto tempi migliori.
La stanza è in ordine. Ogni cosa è al suo posto, ma si nota una freddezza impersonale nel suo arredamento. Essa è priva del calore umano che solo la vita di chi la frequenta le può dare. Si avverte che quel triste ordine denota l’assenza di una mano femminile, la sola che può conferire un profumo vitale ad una casa.

Giacomo sta seduto al tavolo, con il viso rivolto verso la finestra e con un bicchiere davanti, in cui ha versato della grappa: l’unica compagna rimastagli a scaldarlo, negli ultimi tre anni.

"

 


Postato da naphta il Sabato, 11 luglio @ 15:38:20 CEST (61 letture)
(Leggi Tutto... | 7075 bytes aggiuntivi | 2 commenti | Voto: 4.5)

  Racconti : Racconti: Un'altra notte
Racconti

Ennesima lunga notte in cui grovigli di parole si affollano sulla punta delle dita per poter prendere forma su questo foglio virtuale. Curioso come sia proprio la notte il momento in cui l'esigenza di scrivere diventa pressante, e quasi ogni notte riempio fogli su fogli con sequele infinite di piccole deliri privati, schegge impazzite di pensieri che si coagulano in frasi disordinate e parole che mi trascinano nel loro scorrere. Parole che catturano i miei pensieri, o pensieri che imbrigliano le parole e le mettono al proprio servizio? Non lo so, e poco importa poichè io resto spettatrice del loro fluire, spettatrice e poco più che strumento del loro liberarsi in notti come queste...


 


Postato da sunrise il Martedì, 15 aprile @ 00:12:09 CEST (821 letture)
(Leggi Tutto... | 2975 bytes aggiuntivi | 24 commenti | Voto: 4.93)

  Racconti : Racconti: L'incanto di Venezia
Racconti

orchideanera Scrivere "

 

Là davanti Venezia, tormentata di pioggia, nel silenzio apparente e nel buio, nei passi affrettati di istanti vuoti, in quella luce che cambia, sgretola certezze,in un passaggio dalla veglia al sonno, suntuosa e luccicante, scontrosa e magnetica in uno strano progetto di infelicità, con mille sogni in fondo alla sua schiena di cristallo. E’ superstite per sempre, quando penetra nel mio corpo e nel mio cuore, e si ferma lì vorace, carezzevole nelle sue estasi di città di morte e d’amore, mi copre lenta con le sue illusioni, disincantata, grigia come il suo cielo, stagliata obliqua, fredda e senz’anima nell’incanto della laguna, cupa bellezza di ombre sbiadite. Si carica di memoria in quelle calli strette dove tutto può accadere, anche la vita,in un guazzabuglio di vicoli tortuosi che si aprono improvvisamente su squarci di cielo e di mare. Venezia, sinfonia e cornice, di canali fruscianti e maestosi palazzi ,con l’inganno di una luce a volte violenta come un coltello, a volte pallida, intermittente sulle onde. Quadri impressi nella mia memoria, assordanti e desolati, scolpiti in loquaci desideri, Venezia ansimante e spezzata, sobria e volubile, obliqua e incosciente, in quella melodia languidamente felice di dedali e approdi sempre diversi. Qui dove la commedia diventa rapidamente dramma, si vive di bellezza divina, di amici e nemici, di amori di sperma, saliva e dolore. Il tutto mischiato nella pietra, in un equilibrio impreciso in bilico sul tempo, nella fissità feroce di palazzi che inghiottono ogni cosa, secche alghe sulla laguna nera. Accarezzo i drammatici rilievi delle chiese, i loro contrasti cupi e accesi,neri e dorati, e mi toccano le sue notti romantiche che si plasmano sugli sbuffi dei vaporetti, oltre il rumore dell’acqua, l’occhio fisso in quell’onnipotenza divina, il barocco del tutto e del nulla. Ci conquista facilmente Venezia,ricettiva e umida,nella sua innata eleganza, dischiusa al piacere come un anemone marino, furtiva e impaurita nella fragile timidezza dei sui colori pastello, sottomessa al tempo,alla forza del passato, al torpore di lunghe sere di fine estate. E’ ricordo Venezia, uno strano posto per cercare la carne di un amore reale, stagliata tra spume e scie d’acqua, nuotatrice tra sogni evanescenti e cupole dorate, drammatica nei suoi giorni sempre uguali, dannata nelle sue lacrime d’acqua, nel turbinio di un’irritante dolcezza, un baccanale, un’irritante carezza sensuale, un letto d’amore in quei sensi incantati di sogni e di morte.

"

 


Postato da sunrise il Domenica, 20 gennaio @ 22:49:58 CET (658 letture)
(Leggi Tutto... | 13 commenti | Voto: 4.45)

  Racconti : Racconti: da Il bene tolto
Racconti

giusidurso Scrivere "

di Giusi D'Urso

... Un anno fu il presepe di cartapesta. Per quanti giorni suo padre tenne la vasca da bagno occupata dalla carta immersa nella colla! Sua madre era furiosa. Non solo per lo sporco  e il disordine, ma anche, forse soprattutto, per l'indifferenza che lui ostentava di fronte alle legittime proteste.
Ma l'uomo aveva il suo progetto da portare avanti; niente e nessuno lo avrebbero fatto desistere. Tutto era molto chiaro nella sua mente, nei minimi particolari, sin dall'inizio. Sapeva esattamente come avrebbe costruito il mulino e di che colore avrebbe dipinto il tetto delle case e il recinto dell'ovile.
La bambina s'incantava a guardare quelle mani che modellavano la cartapesta, che incollavano i pezzi di sughero e di legno per costruire casette e rifugi. Lui lavorava in silenzio in quelle sere invernali, scaldate dall'attesa familiare ed intima che precedeva la festa. Nessuna domanda volava dai pensieri alle labbra della bimba. Solo l'incanto di quei gesti rassicuranti e al tempo stesso misteriosi, che la tenevano sveglia fino a tarda sera e l'accompagnavano sino alla soglia morbida ed esausta del sonno.

"

 


Postato da sunrise il Giovedì, 27 dicembre @ 00:49:40 CET (593 letture)
(Leggi Tutto... | 14 commenti | Voto: 4.8)

  Racconti : Racconti: UN ALTRO MONDO
Racconti

jonatan74 Scrivere "

Un bambino viveva in un mondo incantato, pieno d’odori di profumi di sensazioni si sentiva oggetto di un amore, a colmare un vuoto di donna abbandonata, da un uomo che un giorno se n’era andato.
Sentiva un abbraccio forte suadente nelle forme, legato nell'animo raggiunto dentro il cuore perforato, obbediva, ma sentiva l'invidia di non essere amato, di sentirsi obbligato a rendere omaggio alla donna che lo nutriva.
Quando al mondo si affacciava, ascoltava nel profondo un confronto, nessuno mi amava in modo cosi esagerato, come quella donna, nessuno alla stessa attenzione la stessa dedizione nel vestirmi, nel coccolarmi, il bambino desiderava che quel mondo continuasse e si realizzasse in mezzo alla gente.
Crescendo quel bambino viveva un conflitto di un amore perduto, che non poteva ripetersi il suo sentirsi speciale per quella donna dolcemente svaniva, ma voleva sostituirla con un’altra donna "chi mi dirà che sono lo scopo del perché  sono nata?"
Quell’uomo cercava di trovare degli spazi, per dipingere i fiori più belli, si vestiva con i vestiti più seducenti,  fare le cose più stravaganti, perchè un giorno era certo che quel mondo sarebbe tornato, quel mondo dove lui stesso si era donato, ed il senso del perchè era nato.
Solo un giorno in un campo di grano, una donna con un biglietto in mano, gli dice dolcemente e piano piano: il senso del perché sei nato, non è per quel mondo lasciato, ma per il mondo che quella donna non ti ha fatto vedere, ben venuto uomo nell'essenza di gente nata non per qualcosa, ma per essere padrone dell'essere per giocare alla vita come figlio di un mistero,  che non si era ancora svelato. 
 

"
 


Postato da sunrise il Lunedì, 29 ottobre @ 11:09:54 CET (74 letture)
(Leggi Tutto... | 2 commenti | Voto: 4.33)

  Racconti : Racconti: AVERE FAME
Racconti

jonatan74 Scrivere "


C'era un uomo che viveva la sua vita in modo da sentirsi sempre affamato, inquieto desideroso di qualcosa che inesorabilmente mancava.
Quando vedeva una donna che gli piaceva era talmente attratto, che avrebbe voluto quasi mangiarla, saziarsi di lei in tutto, anelava una passione dirompente un fuoco divorante.
Ma al contrario lasciava che gli altri non mangiassero di lui, quasi che la sua carne non potesse essere desiderata, quasi che il suo essere non potesse saziare.
Quando c'erano feste lui si nascondeva con vergogna, ma i suoi occhi sprizzavano sempre voglia di cibarsi degli altri, cercavano di rubare l'amore fin quanto ce n'era fin quanto poteva.
Quando calava il giorno sentiva sempre nel cuore, qualcosa che lo spingeva dalla principessa dei suoi sogni, dove lui poteva sempre attingere acqua e pane in abbondanza
Non riusciva a vivere senza acqua e pane, non ci riusciva, quando un giorno entrò a far parte di un gruppo di persone, ognuna diversa ma ognuno desiderosa di raggiungere la stessa meta, ossia la felicità, e si accorse guardandosi da fuori di se, che quando lui mancava, qualcosa mancava alla comunità, il mondo aveva fame di lui, questo lo fece fermare e incominciò a dar da mangiare e da bere agli affamati, e lui che iniziò a bere e a mangiare,  l'acqua e il pane che donava.
Dolcemente divenne un affamato sempre sazio, sazio di dare per ricevere nella stessa misura.
 
"

 


Postato da sunrise il Giovedì, 25 ottobre @ 11:51:30 CEST (518 letture)
(Leggi Tutto... | 6 commenti | Voto: 4.16)

  Racconti : Racconti: Per scelta o per disattenzione
Racconti

pecco Scrivere "Camminava, testa bassa, parole al vento.
Ogni tanto alzava la testa e allora sembrava che quelle parole fossero rivolte a tutto il mondo. O contro tutto il mondo.
Erano come i sassi che gli cadevano dalle tasche. Quei sassi che gli ricordavano chissà cosa e che ora cadevano. Cadevano come i suoi ricordi, un po' per scelta, un po' per disattenzione.
Solo il suo cammino non si fermava mai. Nessun sasso a fermarlo, magari poteva cambiare direzione se qualcuno più grande gli sbarrava la strada.
Anche se... grande sasso, grande ricordo. Grande ricordo che cadeva e lui, un po' per disattenzione, un po' per scelta, era un po' più libero e un po' meno contro il mondo.
Forse poteva addirittura ricordare che tutto questo era nato da amore, per amore. E forse, chissà, poteva perfino sperare che tutto ciò sarebbe tornato di nuovo amore.
Un po' per disattenzione, molto per scelta.

"

 


Postato da sunrise il Domenica, 30 settembre @ 22:47:53 CEST (529 letture)
(Leggi Tutto... | 938 bytes aggiuntivi | 7 commenti | Voto: 4.38)

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